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Coltivare un deserto

È stata ps Magdeleine a progettare il palmeto della prima fraternità a Touggourt. Era il 1939. Sognava di vedervi presto dei grappoli di datteri, ma anche asparagi e albicocche… Scriveva a sua madre: «Da quando si è saputo che volevamo fare un giardino, arrivano semi e piantine di alberi» . E qualche giorno dopo aggiunge: «Presto il deserto fiorirà».Nel marzo del 1940 sono già state piantate una trentina di palme

Se ps Magdeleine ha voluto creare questo giardino, è stato per condividere le condizioni di vita dei nostri vicini musulmani, sedentari e nomadi. Desiderava che questo luogo potesse contribuire a far vivere la futura fraternità… ed è proprio quello che è accaduto. Non solo il suo sogno si è realizzato, ma quella realtà continua ancora oggi a dare i suoi frutti!

La prima volta che sono entrata nel nostro giardino ero accompagnata da ps Solange-Paule. Insieme ne abbiamo percorso i diversi angoli e guardato le palme: le prime, molto alte, piantate ai tempi di ps Magdeleine, mi hanno impressionata; altre, di media grandezza, erano state piantate più tardi da ps Gabrielle-Josèphe.

Poi c’erano i fiori: crisantemi, garofani, calendule… e gli ortaggi di stagione: insalate, ravanelli, mais, peperoncini, senza dimenticare la menta per preparare il tè! Il giardino è molto grande e io, non solo ero felice, ma ero profondamente colpita nel vederlo. In effetti, ho sempre amato il contatto con la terra e con la natura! Subito la mia mente ha cominciato a lavorare ed ero un vulcano di idee, tante quante – se non di più –  quelle che un tempo aveva avuto ps Magdeleine… Immediatamente ho pensato che, tra una fila e l’altra di palme, avremmo potuto piantare fiori o ortaggi. Così che, quando avessimo annaffiato le palme, anche loro avrebbero beneficiato dell’acqua. Il giardino, infatti, ha bisogno di molta acqua, soprattutto durante l’estate, quando le temperature arrivano fino ai 55 gradi, e anche oltre. Per fortuna, abbiamo nel giardino un pozzo che ci dà giusto l’acqua necessaria per irrigarlo.

Ci prendiamo molta cura delle palme, perché i loro datteri sono molto preziosi e molto buoni. Nove anni fa abbiamo piantato altre nuove palme e anche queste hanno già iniziato a produrre. Il lavoro dell’orto è impegnativo e, per alcuni lavori, abbiamo bisogno dell’aiuto delle persone del vicinato: per esempio, per l’impollinazione, la pulizia e la raccolta dei datteri, per spargere il letame e per altri lavori pesanti…

Prima del mio arrivo, le piccole sorelle coltivavano pomodori, carote, rape, ravanelli, insalata… che utilizzavamo per i nostri pasti. Coltivavano già anche alcuni fiori da vendere, ma in quantità molto limitate. Ne preparavano dei piccoli bouquet, che portavano al negozio di frutta e verdura di un amico, incaricato di venderli per conto nostro.

Vedendo tutto questo, mi sono subito interessata. Come le persone che vivono intorno a noi e che vendono le verdure, i datteri e la frutta del loro giardino, desideravo che potessimo, un giorno, vendere i nostri fiori. E il giorno è finalmente arrivato… la prima volta sono uscita con pte sr Josèphe-Emmanuelle. Ci siamo messe sul bordo della strada, di fronte al dispensario del nostro quartiere, e ha funzionato molto bene. È stato bellissimo!

Ora, ogni mattina, vendiamo i nostri bouquet. Ho scoperto che alla gente piacciono molto i fiori, la bellezza. È bello per loro poter esprimere, attraverso un fiore, un gesto di vicinanza nelle diverse occasioni della vita: fidanzamenti, accoglienza di chi arriva, compleanni, visite alle persone malate, nascite, matrimoni, traguardi scolastici dei figli… È bello sapere che, con i nostri bouquet, portiamo un po’ di gioia.

Abbastanza presto abbiamo cambiato posto: ora vendiamo al mercato vicino. Appena abbiamo dei fiori, riempiamo la nostra carriola e andiamo al mercato… abbiamo anche un buon numero di ordini che riceviamo e sbrighiamo direttamente a casa. I bouquet si vendono in un attimo, molto più in fretta di quanto ci voglia per raccogliere i fiori e prepararli!

Lavorare in giardino richiede molto amore, forza, passione e perseveranza. D’inverno fa molto freddo, d’estate, invece, il caldo è estremo. Quando arriva la primavera, il giardino si riempie di fiori ed è magnifico, ma in questa stagione è esigente perché dobbiamo affrontare il terribile vento di sabbia. Di tanto in tanto soffia anche lo scirocco1, un vento estremamente caldo. La pioggia, invece, viene a portarci la sua benedizione una o due volte all’anno. Ogni stagione ha la sua fatica: togliere le erbacce, annaffiare, vangare la terra per mettere il concime e poi, dalla fine di agosto ai primi di settembre c’è il delicato momento della semina. I semi, li ricavo dai primi fiori che conservo gelosamente, ci sono poi gli amici che hanno visitato il nostro giardino e che ci mandano nuovi semi.

Mi piace molto lavorare nel nostro giardino, attorno alle palme. Crescono in mezzo al deserto e danno buoni frutti: per me sono un simbolo di perseveranza, ma anche dell’abbondanza e delle benedizioni che Dio dona al suo popolo. Quando le guardo, penso alla grazia di Dio, sempre presente in me, a Lui che cammina accanto a me lungo la mia strada. Con Lui vorrei continuare a seminare nella mia vita e in quella degli altri, semi e fiori.

Ps Maria-Thuy-Linh con le piccole sorelle Beatrice-Nanjuchi e Henia


  1. Vento caldo e secco che soffia dal Sahara, capace di raggiungere velocità pari a quelle di un uragano nel Nord Africa ↩︎